Il caso Vanderbilt: cure negate anche agli adulti trans

Come riportato dalla testata indipendente Erin In The Morning, curata dalla giornalista investigativa Erin Reed, il Vanderbilt University Medical Center (VUMC) del Tennessee ha preso una decisione che segna un drammatico punto di svolta nel panorama dei diritti civili statunitensi: la sospensione delle principali operazioni chirurgiche di affermazione di genere per i pazienti adulti. Stando a quanto riportato, la clinica universitaria, dopo aver già interrotto tali procedure per i minori circa sei mesi fa, ha deciso di chiudere le porte anche a chi ha ampiamente superato la maggiore età.
La politica che si sostituisce alla medicina
Il passaggio è cruciale per comprendere l'attuale clima politico. La narrazione conservatrice che ha accompagnato le restrizioni sanitarie per le persone transgender negli Stati Uniti si è sempre retta su un preciso pilastro retorico: l'esigenza di "proteggere i bambini" da scelte irreversibili. Tuttavia, l'estensione del divieto agli adulti svela una realtà ben diversa e ben più profonda.
Quando un polo medico di eccellenza decide di interrompere trattamenti considerati salvavita e necessari — riconosciuti e supportati dalle principali associazioni mediche mondiali, tra cui l'American Medical Association (AMA) e la World Professional Association for Transgender Health (WPATH) — non stiamo più parlando di tutela dei minori. Ci troviamo di fronte a un'ingerenza ideologica nel rapporto fiduciario tra medico e paziente e a una grave limitazione del diritto all'autodeterminazione corporea degli adulti.
La decisione del VUMC non sembra nascere da dubbi clinici, ma dalle fortissime pressioni politiche subite dai legislatori statali del Tennessee, che negli ultimi mesi hanno minacciato di tagliare i fondi pubblici alle strutture che offrono percorsi di affermazione di genere. È il sintomo di un sistema sanitario, quello americano, fortemente esposto alle intemperie politiche ed economiche.
Il contesto italiano: tra tutele legali e ostacoli pratici
Guardando all'Italia, la situazione presenta dinamiche strutturalmente differenti ma parallelismi che non possono essere ignorati. Nel nostro Paese, il percorso di affermazione di genere è incardinato in una cornice di sanità pubblica e tutelato dalla storica Legge 164 del 1982. Questa norma pionieristica, pur necessitando oggi di revisioni per slegarsi da iter burocratici e psichiatrici spesso troppo lunghi e patologizzanti, garantisce formalmente il diritto alla riassegnazione chirurgica e anagrafica all'interno del Servizio Sanitario Nazionale.
Tuttavia, il diritto formale si scontra quasi quotidianamente con barriere sostanziali: liste d'attesa che superano gli anni, carenza cronica di centri specializzati e una disomogeneità regionale che crea vere e proprie disparità di trattamento. Inoltre, l'eco delle battaglie ideologiche americane arriva prepotentemente anche da noi. Ne è un esempio recente la forte polemica politica che ha coinvolto l'Ospedale Careggi di Firenze, culminata in ispezioni ministeriali in merito ai protocolli sui trattamenti con bloccanti della pubertà. Anche in Italia, la tentazione di settori della politica di scavalcare il consenso della comunità scientifica per dettare l'agenda clinica è un rischio reale e tangibile.
Quale futuro per il diritto alla salute?
La notizia che arriva dal Tennessee dovrebbe suonare come un forte campanello d'allarme globale. Se un cittadino adulto, pienamente capace di intendere e di volere, si vede negare un intervento chirurgico raccomandato dai propri medici curanti esclusivamente a causa del clima di pressione politica, ci troviamo di fronte a una lesione del principio universale del diritto alla salute.
Viene dunque da chiedersi: fino a che punto le istituzioni democratiche permetteranno che l'ideologia, di qualsiasi colore essa sia, detti i protocolli all'interno delle sale operatorie? E, soprattutto, il nostro sistema pubblico italiano sarà strutturalmente e culturalmente in grado di resistere a un'onda reazionaria internazionale che tenta, sistematicamente, di trasformare i corpi delle minoranze in campi di battaglia elettorale?
Fonte: Vanderbilt To Drop Major Gender-Affirming Surgeries For Trans Adults · 23 febbraio 2026
Contenuto generato con AI a partire da fonti pubbliche. Rappresenta un'opinione, non attività giornalistica.
Resta aggiornato
Ricevi i nostri approfondimenti su diritti civili e identità di genere.
Iscriviti alla newsletter