Persone trans che hanno cambiato il mondo

Quando si parla di persone transgender nel dibattito pubblico, la narrazione dominante tende a concentrarsi sulle difficoltà: discriminazione, emarginazione, violenza. Queste realtà esistono e vanno denunciate. Tuttavia, raccontare solo la sofferenza significa offrire un quadro incompleto. In ogni ambito della vita pubblica — dalla politica alla scienza, dall’arte allo sport, dall’impresa alla cultura popolare — ci sono persone trans che hanno raggiunto risultati straordinari, spesso superando ostacoli che la maggior parte delle persone non può nemmeno immaginare.
Questo articolo raccoglie alcune delle storie più significative, con un’attenzione particolare al contesto italiano, senza la pretesa di essere esaustivo. L’obiettivo non è costruire un pantheon, ma mostrare che il talento, la determinazione e la competenza non hanno genere.
Politica: governare e rappresentare
Marcella Di Folco — la prima al mondo
La storia della rappresentanza politica trans nel mondo inizia in Italia. Marcella Di Folco (1943-2010), romana di nascita e bolognese d’adozione, nel 1995 venne eletta consigliera comunale di Bologna con i Verdi, diventando la prima persona apertamente trans al mondo a ricoprire una carica elettiva [4]. Non si trattò di un gesto simbolico: Di Folco fu una politica attiva e rispettata, capace di ottenere risultati concreti per la comunità.
Prima della politica, Di Folco aveva avuto una carriera nel cinema — aveva lavorato come comparsa in produzioni di Federico Fellini [4] — e soprattutto nell’attivismo. Dal 1988 fu presidente del MIT (Movimento Identità Trans), l’organizzazione italiana più longeva nella difesa dei diritti delle persone transgender [4]. Nel 1997 divenne vicepresidente dell’ONIG (Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere). Nel 2021 il Comune di Bologna le ha intitolato un piazzale, la prima intitolazione in Italia dedicata a una persona trans.
Vladimir Luxuria — in Parlamento
Vladimir Luxuria (nata nel 1965 a Foggia) è probabilmente la persona trans più conosciuta in Italia. Nel 2006 venne eletta alla Camera dei deputati con Rifondazione Comunista, diventando la prima persona trans a sedere in un parlamento in Europa e la seconda al mondo dopo la neozelandese Georgina Beyer [5]. Durante il suo mandato, Luxuria si batté per il riconoscimento delle unioni civili e presentò una proposta di legge per garantire i diritti delle persone transgender, inclusa la possibilità di modificare i dati anagrafici senza obbligo di intervento chirurgico [5].
Oltre alla politica, Luxuria è stata una figura costante nel panorama culturale italiano: conduttrice televisiva — nel 2024 ha condotto L’Isola dei Famosi su Canale 5, una prima assoluta per una donna trans su una rete generalista italiana — scrittrice e attivista instancabile. La sua visibilità ha contribuito in modo significativo a normalizzare la presenza delle persone trans nella società italiana.
Georgina Beyer — pioniera assoluta
Prima ancora di Luxuria, la neozelandese Georgina Beyer (1957-2023) aveva aperto la strada. Nel 1995 fu eletta sindaca di Carterton, diventando la prima persona apertamente trans al mondo a ricoprire la carica di sindaco [12]. Nel 1999 venne eletta al Parlamento della Nuova Zelanda per il Labour Party, un risultato che sorprese gli osservatori politici perché il collegio di Wairarapa era tradizionalmente conservatore [12]. Come parlamentare, Beyer sostenne la riforma delle leggi sulla prostituzione, le unioni civili e le norme anti-discriminazione.
Petra De Sutter — ai vertici del governo europeo
Nel 2020, la ginecologa e politica belga Petra De Sutter è stata nominata vicepremier del Belgio nel governo di Alexander De Croo, diventando la persona trans con la carica politica più alta in Europa [8]. Prima della politica, De Sutter era professoressa di ginecologia all’Università di Gand e direttrice del dipartimento di medicina della riproduzione [8]. Il suo caso dimostra come competenza professionale e identità di genere siano piani completamente indipendenti.
Danica Roem e Sarah McBride — il caso americano
Negli Stati Uniti, la rappresentanza politica trans ha fatto passi avanti significativi. Danica Roem nel 2017 è stata la prima persona apertamente trans eletta in un’assemblea legislativa statale (Virginia), e nel 2023 è stata eletta al Senato della Virginia, diventando la prima senatrice trans nel sud degli Stati Uniti [7]. La sua campagna si è concentrata su temi locali — stipendi degli insegnanti, sanità, sicurezza stradale — dimostrando che le persone trans in politica possono e devono essere giudicate per le loro idee, non per la loro identità.
Sarah McBride ha compiuto un ulteriore passo storico nel 2024, venendo eletta alla Camera dei Rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti, diventando la prima persona apertamente trans a sedere nel Congresso americano [6]. McBride aveva già fatto storia nel 2020 come prima senatrice trans eletta in un senato statale (Delaware).
Intrattenimento: visibilità che cambia la percezione
Laverne Cox — la prima su TIME
Laverne Cox (nata nel 1972 in Alabama) è diventata un simbolo globale di visibilità trans grazie al ruolo di Sophia Burset nella serie Netflix Orange Is the New Black [1]. Nel 2014 è stata la prima persona trans candidata a un Primetime Emmy per la recitazione e la prima a comparire sulla copertina di TIME Magazine, con il titolo “The Transgender Tipping Point” [1]. Nel 2015 ha vinto un Daytime Emmy come produttrice esecutiva del documentario Laverne Cox Presents: The T Word. È stata anche la prima persona trans ad avere una statua di cera al Madame Tussauds [1].
Cox non si è limitata alla recitazione: è diventata una delle voci più influenti nel dibattito sui diritti trans, usando la sua piattaforma per parlare di intersezionalità, razzismo e discriminazione economica che colpiscono in modo sproporzionato le donne trans di colore.
Michaela Jaé Rodriguez — il Golden Globe
Michaela Jaé (MJ) Rodriguez (nata nel 1991 nel New Jersey) ha interpretato Blanca Evangelista nella serie FX Pose, che raccontava la ball culture di New York negli anni Ottanta e Novanta con il più grande cast di attori trans nella storia della televisione. Nel 2021 è stata la prima attrice trans candidata a un Emmy in una categoria principale e nel 2022 è diventata la prima persona trans a vincere un Golden Globe come migliore attrice in una serie drammatica [3].
Elliot Page — dalla candidatura all’Oscar al coming out
Elliot Page (nato nel 1987 in Canada) ha raggiunto la notorietà internazionale con il film Juno (2007), che gli è valso una candidatura all’Oscar come migliore attrice e numerose nomination ai BAFTA, ai Golden Globe e ai SAG Awards. Nel dicembre 2020 ha fatto coming out come uomo trans, diventando uno degli attori più visibili a compiere pubblicamente questo passo [2]. Nel 2021 è stato il primo uomo trans sulla copertina di TIME [2]. Ha continuato la sua carriera con successo nella serie The Umbrella Academy di Netflix, vincendo un Saturn Award nel 2022, e ha pubblicato l’autobiografia Pageboy, in cui racconta il suo percorso di identità.
Le sorelle Wachowski — Matrix come metafora
Lana Wachowski (nata nel 1965) e Lilly Wachowski (nata nel 1967) sono le creatrici della saga di Matrix, una delle più influenti opere di fantascienza della storia del cinema. Lana ha fatto coming out nel 2012, diventando la prima regista di Hollywood apertamente trans, mentre Lilly lo ha fatto nel 2016. Dopo il coming out, entrambe hanno incoraggiato a rileggere Matrix attraverso la lente dell’esperienza trans: la scelta tra la pillola rossa e quella blu, il risveglio a una realtà più autentica, il contrasto tra l’identità imposta dal sistema e quella reale — tutti temi che risuonano profondamente con il percorso di molte persone transgender.
Hunter Schafer — dalla modella all’attivismo
Hunter Schafer (nata nel 2000 in North Carolina) è un’attrice e modella che si è fatta conoscere al grande pubblico con il ruolo di Jules Vaughn nella serie HBO Euphoria. Prima della carriera artistica, Schafer era già nota come attivista: nel 2016, ancora adolescente, si era unita a una causa legale contro la controversa “bathroom bill” della North Carolina, la legge che impediva alle persone trans di usare i bagni pubblici corrispondenti alla propria identità di genere. Ha sfilato per marchi come Dior, Prada e Marc Jacobs, contribuendo a trasformare la rappresentazione trans nel mondo della moda.
Musica: pioniere e nuove voci
Wendy Carlos — la prima Grammy trans
Wendy Carlos (nata nel 1939) è una compositrice americana che ha rivoluzionato la musica elettronica. Il suo album Switched-On Bach (1968), in cui rileggeva l’opera di Johann Sebastian Bach attraverso il sintetizzatore Moog, raggiunse la top 10 della Billboard 200 e vinse tre Grammy Awards nel 1970, incluso quello per il miglior album classico [13]. Carlos fece coming out come donna trans nel 1979 in un’intervista su Playboy, diventando la prima donna trans a vincere un Grammy nella storia [13]. Ha poi composto le colonne sonore di Arancia Meccanica e Shining di Stanley Kubrick.
Kim Petras — pop senza confini
Kim Petras (nata nel 1992 in Germania) ha fatto la storia nel febbraio 2023 vincendo il Grammy Award per la migliore performance pop di duo/gruppo con il brano Unholy, insieme a Sam Smith [9]. È stata la prima artista apertamente trans a vincere un Grammy in una categoria principale [9]. Nel suo discorso di ringraziamento, Petras ha reso omaggio alle “legende transgender” che l’hanno preceduta, citando in particolare la produttrice e DJ SOPHIE (1986-2021), artista trans scomparsa prematuramente.
Scienza e impresa: competenza senza confini
Lynn Conway — la rivoluzione dei microchip
Lynn Conway (1938-2024) è stata una scienziata informatica e ingegnera americana che ha dato contributi fondamentali all’informatica moderna [10]. Negli anni Sessanta, lavorando per IBM, inventò la gestione dinamica generalizzata delle istruzioni, una tecnica oggi usata praticamente in ogni processore moderno per migliorare le prestazioni [10]. Nel 1968 IBM la licenziò dopo che rivelò l’intenzione di intraprendere la transizione di genere. L’azienda si è scusata solo nel 2020, oltre cinquant’anni dopo [10].
Dopo la transizione, Conway ricostruì la sua carriera da zero, senza poter fare riferimento ai risultati precedenti. Presso i laboratori Xerox PARC negli anni Settanta, insieme a Carver Mead, avviò la rivoluzione VLSI nella progettazione dei chip a larga scala, un’innovazione che ha trasformato l’intera industria dei semiconduttori [10]. Nel 1985 divenne professoressa di ingegneria elettrica e informatica all’Università del Michigan. La sua storia è una delle più potenti testimonianze di come il pregiudizio possa privare il mondo di contributi scientifici essenziali — e di come il talento, alla fine, trovi comunque la sua strada.
Martine Rothblatt — dall’etere ai farmaci salvavita
Martine Rothblatt (nata nel 1954) è un’imprenditrice, avvocata e scienziata americana. Ha fatto coming out come donna trans nel 1994 ed è una delle figure più influenti nel mondo del business e della tecnologia [14]. Rothblatt è la creatrice di Sirius XM Satellite Radio e la fondatrice di United Therapeutics, un’azienda farmaceutica specializzata nel trattamento di malattie polmonari [14]. Ha fondato United Therapeutics dopo che alla figlia fu diagnosticata una forma rara di ipertensione polmonare: partendo praticamente da zero nel campo farmaceutico, Rothblatt ha sviluppato terapie che hanno salvato la vita a migliaia di pazienti. È stata tra le CEO più pagate nel settore biofarmaceutico americano [14].
Sport: talento, coraggio e un dibattito aperto
Valentina Petrillo — l’orgoglio italiano alle Paralimpiadi
Valentina Petrillo (nata nel 1973 a Napoli) è un’atleta italiana affetta dalla malattia di Stargardt, una forma di degenerazione maculare che le ha progressivamente ridotto la vista a partire dall’adolescenza. Petrillo ha iniziato il suo percorso di transizione nel 2019, a 45 anni, e nel settembre 2020 è diventata la prima atleta trans a gareggiare nella categoria femminile nello sport paralimpico italiano.
Nel 2024, alle Paralimpiadi di Parigi, Petrillo è stata la prima donna trans a partecipare ai Giochi Paralimpici, gareggiando nei 400 metri e nei 200 metri nella categoria T12 (atleti ipovedenti) [11]. Ha raggiunto la semifinale dei 400 metri con un tempo personale di 57.58 secondi. La sua partecipazione ha suscitato un dibattito, ma Petrillo ha sempre affrontato le polemiche con dignità, dichiarando: “La gente ha paura, ma io non faccio male a nessuno” [11].
Il dibattito sull’inclusione sportiva
La partecipazione delle persone trans allo sport agonistico resta uno dei temi più complessi e discussi. Il caso di Lia Thomas, nuotatrice americana che nel 2022 ha vinto un titolo NCAA nella categoria femminile, ha riacceso il dibattito a livello globale. La Federazione Internazionale di Nuoto (oggi World Aquatics) ha successivamente adottato regolamenti più restrittivi.
È importante riconoscere che si tratta di un tema su cui esistono posizioni legittime e diverse, e che la ricerca scientifica è ancora in evoluzione. Ciò che è certo è che le soluzioni non possono passare per la demonizzazione o l’esclusione totale delle persone trans dallo sport: servono regolamenti basati su evidenze scientifiche, sviluppati con il coinvolgimento delle persone direttamente interessate.
Rappresentazione e oltre: perché queste storie contano
Potrebbe sembrare che elencare i successi di persone trans sia un esercizio retorico — una risposta a chi mette in dubbio le capacità delle persone transgender. In realtà, la questione è più profonda.
Il peso dell’invisibilità
Per decenni, le persone trans sono state quasi del tutto assenti dalla narrazione pubblica, se non come oggetto di curiosità morbosa o come vittime. Questa invisibilità ha avuto conseguenze concrete: secondo numerosi studi, la mancanza di modelli di riferimento è uno dei fattori che contribuiscono ai tassi elevati di depressione e disagio tra i giovani trans. Vedere persone trans che vivono vite piene e realizzate — in ogni ambito professionale — non è un dettaglio: è una questione di salute pubblica.
Oltre l’eccezionalità
È fondamentale evitare la trappola dell’eccezionalismo: l’idea che le persone trans debbano dimostrare di essere “eccezionali” per meritare rispetto e diritti. Le storie raccolte in questo articolo non servono a stabilire che “anche le persone trans possono avere successo” — come se fosse una concessione — ma a mostrare che, quando le barriere si abbassano, il talento emerge naturalmente, indipendentemente dall’identità di genere.
Il contesto italiano
L’Italia ha una storia significativa di rappresentanza trans nella vita pubblica — da Marcella Di Folco a Vladimir Luxuria a Valentina Petrillo — ma resta un Paese in cui la discriminazione sul lavoro colpisce in modo sproporzionato le persone transgender. Secondo i dati disponibili, il tasso di disoccupazione tra le persone trans in Italia è molto superiore alla media nazionale, e molte persone sono costrette a nascondere la propria identità per paura di perdere il posto di lavoro. Le storie di successo non cancellano questa realtà, ma dimostrano che un’altra possibilità esiste.
Un futuro di normalità
Il vero successo non sarà quando un articolo come questo sarà particolarmente lungo, ma quando non sarà più necessario scriverlo. Quando il fatto che una persona trans sia CEO, parlamentare, atleta o scienziata non sarà più una notizia, ma semplicemente la normalità. Fino ad allora, raccontare queste storie — con rispetto, accuratezza e senza retorica — resta un atto necessario.
Le persone trans non hanno bisogno di essere straordinarie per meritare dignità. Ma è giusto riconoscere che molte di loro, nonostante ostacoli che la maggior parte delle persone non affronta mai, hanno contribuito in modo straordinario alla politica, alla cultura, alla scienza e allo sport. Le loro storie non appartengono solo alla storia del movimento trans: appartengono alla storia di tutti.
Approfondimenti
- Documentario Disclosure: Trans Lives on Screen (2020)
- Serie TV Pose (2018)