Uomini trans e omosessualità

Si può essere un uomo trans e gay? La risposta è semplice: sì. Ma il fatto che questa domanda venga posta così spesso rivela qualcosa di importante su quanta confusione esista ancora tra identità di genere e orientamento sessuale — due dimensioni dell’esperienza umana che sono fondamentalmente indipendenti l’una dall’altra [9].
Un uomo trans è un uomo. Se è attratto da altri uomini, è gay. Come qualsiasi altro uomo attratto da uomini. Eppure, per molti uomini trans gay, questa realtà evidente si scontra quotidianamente con stereotipi, incomprensioni e invisibilità. Questo articolo esplora cosa significhi vivere all’incrocio tra due identità spesso fraintese, con dati, ricerca e contesto reale.
Identità di genere e orientamento sessuale: due cose diverse
Partiamo dal concetto fondamentale: l’identità di genere riguarda chi sei, l’orientamento sessuale riguarda da chi sei attratto. Sono dimensioni separate. Un uomo cisgender può essere etero, gay, bisessuale o queer. Esattamente la stessa cosa vale per un uomo trans.
Le linee guida dell’American Psychological Association (APA, 2015) per la pratica psicologica con persone transgender e gender non-conforming sottolineano esplicitamente questa indipendenza: l’identità di genere e l’orientamento sessuale sono costrutti distinti [9]. Una persona transgender può avere qualsiasi orientamento sessuale. L’assunzione che una persona trans debba necessariamente essere eterosessuale — o che la transizione sia motivata dall’orientamento sessuale — è un mito persistente che non trova riscontro nella ricerca.
Per decenni, la narrativa dominante ha presupposto che gli uomini trans fossero “ex lesbiche” che avevano transizionato per avere relazioni eterosessuali con donne. Questa visione è profondamente riduttiva e, soprattutto, sbagliata per una porzione significativa della popolazione trans maschile. Lo studio di Bockting, Benner e Coleman (2009) è stato tra i primi a documentare sistematicamente l’esistenza e le esperienze degli uomini trans attratti da uomini, evidenziando l’emergere di una sessualità transgender che non si adatta ai modelli binari tradizionali [4].
I numeri: quanti uomini trans sono gay?
I dati mostrano una diversità di orientamenti sessuali tra gli uomini trans che demolisce qualsiasi stereotipo monolitico.
Il U.S. Transgender Survey del 2022, con oltre 92.000 partecipanti, rappresenta la più grande raccolta di dati sulle vite delle persone transgender mai condotta [8]. Tra gli uomini trans, i dati confermano una notevole eterogeneità negli orientamenti sessuali: circa il 20% si identifica come gay o same-gender loving, mentre oltre il 50% si identifica come bisessuale, pansessuale o queer. Solo una minoranza si definisce esclusivamente eterosessuale [8].
Uno studio del 2023 pubblicato su BMC Public Health, che ha analizzato specificamente l’orientamento sessuale nella popolazione transgender statunitense, ha confermato questa diversità [1]. Le identità sessuali più frequentemente dichiarate tra le persone transgender erano “bisessuale” (18,9%), “queer” (18,1%) e “straight” (17,6%), con il 70% degli adulti trans che si considerava lesbica, gay, bisessuale o queer [1].
La ricerca di Katz-Wise e colleghi (2016) ha aggiunto un ulteriore livello di complessità, documentando che il 58,2% degli uomini trans ha riferito attrazioni verso tre o più generi partner [5]. Lo stesso studio ha rilevato che il 64,6% delle persone trans che avevano intrapreso una transizione medica ha sperimentato cambiamenti nell’orientamento sessuale dopo la transizione, suggerendo che il percorso di affermazione di genere può aprire spazi di esplorazione della sessualità precedentemente repressi o inesplorati [5].
Anche lo studio di Auer e colleghi (2014), pubblicato su PLOS ONE, ha documentato che il 22,2% degli uomini trans ha riferito un cambiamento nell’orientamento sessuale nel corso della transizione [6]. Questo non significa che la transizione “causa” un cambiamento di orientamento, ma che molte persone trans, liberandosi dalla disforia e vivendo finalmente nel genere corretto, possono esplorare la propria sessualità con maggiore libertà e autenticità.
“Coming out” tre volte: il percorso unico degli uomini trans gay
Per molti uomini trans gay, il percorso identitario prevede molteplici coming out. Prima di comprendere la propria identità di genere, molti si identificano come lesbiche o donne queer. Dopo aver fatto coming out come uomini trans, devono affrontare un nuovo coming out legato all’orientamento sessuale: questa volta come gay.
Una ricerca del 2020 pubblicata su Culture, Health and Sexuality ha esplorato in profondità questo processo, intervistando giovani uomini trans sessualmente attivi con uomini cisgender [3]. I partecipanti hanno descritto un percorso intricato: da bambini, sentivano di essere “diversi” ma non avevano modelli di riferimento — la rappresentazione di uomini trans gay era praticamente inesistente. Molti hanno prima sviluppato un’identità sessuale come donne queer, per poi attraversare una seconda transizione identitaria quando hanno compreso di essere uomini [3].
“Avevo completamente ignorato la mia sessualità… quello era un problema da risolvere in un altro momento” — questa citazione diretta dallo studio cattura un’esperienza comune: molti uomini trans mettono in pausa l’esplorazione del proprio orientamento sessuale durante la transizione di genere, concentrandosi prima sull’affermazione della propria identità maschile [3]. Solo in un secondo momento, spesso dopo anni, si permettono di affrontare anche la questione dell’attrazione verso altri uomini.
Questo percorso multiplo rende l’esperienza degli uomini trans gay unica e, per certi aspetti, più complessa. Ogni coming out porta con sé un nuovo livello di vulnerabilità e la necessità di rinegoziare relazioni, spazi e comunità di appartenenza.
Navigare gli spazi gay: accoglienza e barriere
Uno dei temi centrali nella vita degli uomini trans gay riguarda la loro posizione all’interno della comunità gay maschile. Sono accettati? Trovano spazio? La risposta, come spesso accade, è sfumata.
Lo studio di Scheim, Adam e Marshall (2019), pubblicato sulla rivista Sexualities, ha intervistato 40 uomini trans gay, bisessuali e queer in Ontario, Canada, analizzando come navigano i “campi sessuali” — cioè gli spazi fisici e virtuali in cui cercano partner maschili [2]. I risultati hanno evidenziato distinzioni nette tra i diversi spazi: i partecipanti distinguevano chiaramente tra “spazi gay” (bar, saune, eventi) e “spazi queer” (locali alternativi, eventi culturali, comunità online), e la scelta tra i due era fortemente influenzata dal livello di transizione medica e dalla capacità di “passare” come uomini cisgender [2].
Gli uomini trans che avevano completato una transizione medica (terapia ormonale con testosterone, eventuale mastectomia) riportavano maggiore facilità di accesso e accettazione negli spazi gay tradizionali [2]. Chi era a uno stadio precedente del percorso, o chi sceglieva di non intraprendere una transizione medica, tendeva a sentirsi più accolto negli spazi queer, dove la diversità di corpi e identità era più normalizzata.
Le app di dating rappresentano un altro terreno di negoziazione. Grindr, la più nota app per uomini gay, ha aggiunto nel 2017 opzioni per indicare identità di genere come “uomo trans” e pronomi personalizzati, dopo aver consultato 5.500 utenti trans e il National Center for Transgender Equality. Questa inclusione è stata significativa, ma l’esperienza degli uomini trans sulla piattaforma resta ambivalente: alcuni riportano interazioni positive e normalizzanti, altri lamentano domande invasive, feticizzazione o rifiuto esplicito.
Mascolinità e uomini trans: sfidare e ridefinire
La questione della mascolinità è particolarmente rilevante per gli uomini trans gay, che si trovano all’intersezione di due pressioni sociali: quella di “provare” la propria mascolinità come uomini trans, e quella di navigare i codici di mascolinità della cultura gay.
La ricerca di Baker A. Rogers (2022), pubblicata su Men and Masculinities, ha esplorato come gli uomini trans comprendano e performino la mascolinità [7]. Uno dei risultati più interessanti riguarda la pressione aggiuntiva che gli uomini trans percepiscono: non solo devono conformarsi alle aspettative sociali di mascolinità, ma devono farlo in modo più marcato per compensare l’ipotetica “mancanza” di un corpo assegnato maschio alla nascita [7]. Questa pressione si intensifica negli spazi gay, dove gli standard estetici del corpo maschile possono rappresentare un’ulteriore fonte di disagio.
Allo stesso tempo, molti uomini trans gay riportano un rapporto con la mascolinità più consapevole e intenzionale rispetto agli uomini cisgender. Avendo dovuto riflettere profondamente sulla propria identità di genere, hanno spesso sviluppato una comprensione critica di cosa significhi “essere un uomo” che va oltre gli stereotipi [7]. Alcuni rifiutano la mascolinità tossica; altri abbracciano espressioni di mascolinità tradizionale che per loro rappresentano un’affermazione di genere. Non esiste un unico modo “giusto” di essere un uomo trans gay.
Il dating come uomo trans gay
Fare dating come uomo trans gay presenta sfide specifiche che si sommano a quelle già note del dating trans in generale.
La questione della disclosure — quando e come comunicare di essere trans — assume contorni particolari nel contesto del dating gay maschile. Un uomo trans che frequenta uomini cisgender gay deve decidere non solo quando rivelare la propria identità, ma deve anche prepararsi a reazioni che vanno dall’accoglienza entusiasta al rifiuto brusco, passando per la curiosità inappropriata e la feticizzazione.
I partecipanti allo studio di Scheim e colleghi (2019) hanno descritto strategie diverse: alcuni dichiaravano immediatamente di essere trans nei profili delle app per filtrare i contatti; altri aspettavano di aver stabilito un collegamento prima della disclosure; altri ancora sceglievano di non rivelare la propria storia trans, specialmente se il loro aspetto fisico non la rendeva evidente [2]. Ogni strategia comportava vantaggi e rischi diversi.
Un tema ricorrente è quello del T4T (trans for trans), ovvero la preferenza di molti uomini trans per relazioni con altre persone trans. In queste relazioni, la comprensione condivisa dell’esperienza trans elimina la necessità di disclosure, spiegazioni e negoziazioni continue. Per alcuni uomini trans gay, le relazioni con altri uomini trans rappresentano uno spazio di intimità e sicurezza emotiva difficile da trovare altrove.
Una visibilità ancora scarsa
Rispetto alle donne trans, gli uomini trans sono storicamente meno rappresentati nei media, nella cultura popolare e persino nella ricerca scientifica. Gli uomini trans gay sono ancora meno visibili, una doppia invisibilità che ha conseguenze concrete.
La mancanza di modelli di riferimento influisce profondamente sullo sviluppo identitario. Come documentato dalla ricerca del 2020 sugli uomini trans che hanno rapporti con uomini cisgender, molti partecipanti hanno descritto anni di confusione e isolamento causati dall’assenza totale di rappresentazioni di uomini trans gay durante l’infanzia e l’adolescenza [3]. Senza modelli, molti hanno impiegato anni in più per comprendere e accettare la propria identità.
Negli ultimi anni, la visibilità sta lentamente aumentando. Attori come Elliot Page, che si è dichiarato uomo trans nel 2020, hanno contribuito a rendere la mascolinità trans più visibile, anche se Page non si è espresso pubblicamente sul proprio orientamento sessuale in termini di etichette specifiche. Sui social media, una crescente comunità di uomini trans gay condivide esperienze, consigli e storie, creando quei modelli di riferimento che le generazioni precedenti non avevano.
Tuttavia, la visibilità rimane fortemente squilibrata. Nelle serie TV, nei film e nella letteratura, gli uomini trans gay sono ancora raramente rappresentati. Quando lo sono, spesso la loro transessualità viene trattata come l’unico elemento narrativo, senza esplorare la complessità della loro vita sessuale e romantica.
Il contesto italiano
In Italia, la situazione degli uomini trans gay riflette le dinamiche generali della comunità trans nel paese, con alcune specificità.
Il portale Infotrans.it, primo portale istituzionale europeo dedicato alle persone transgender, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), offre una mappa dei servizi e delle associazioni che supportano le persone trans su tutto il territorio nazionale [12]. Tra queste, il MIT (Movimento Identità Trans), fondato nel 1979, è la prima e più longeva associazione italiana per i diritti delle persone trans.
I dati europei confermano che le persone trans in Italia, come nel resto dell’Unione Europea, affrontano livelli significativi di discriminazione. Il report della FRA (Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali, 2014) ha documentato che le persone trans riportano i livelli più alti di discriminazione, molestie e violenza tra tutti i sottogruppi LGBT [10]. L’analisi del TGEU (Transgender Europe) basata sul sondaggio FRA del 2019 ha confermato che questa disparità persiste, con le persone trans che sperimentano livelli di vittimizzazione superiori anche rispetto alle persone lesbiche, gay e bisessuali cisgender [11].
Per gli uomini trans gay italiani, queste sfide si sommano al contesto di un paese dove l’identità di genere non è inclusa nelle leggi antidiscriminazione e dove il DDL Zan, che avrebbe esteso le tutele, è stato bocciato dal Senato nel 2021. La mancanza di una protezione legislativa specifica significa che un uomo trans che subisce discriminazione in quanto trans e in quanto gay si trova doppiamente esposto.
Il contesto sociale varia significativamente tra le diverse aree del paese. Città come Milano, Bologna, Roma e Torino offrono comunità LGBTQ+ più strutturate e visibili, con spazi dedicati dove gli uomini trans gay possono trovare accoglienza. In molte altre aree, specialmente nei piccoli centri, l’isolamento resta una realtà concreta.
Un elemento positivo del contesto italiano è la presenza di una rete di associazioni — Arcigay, MIT, Agedo e molte realtà locali — che forniscono supporto, gruppi di ascolto e spazi di socializzazione. Per un uomo trans gay che vive in un contesto poco accogliente, queste risorse possono rappresentare un punto di partenza fondamentale.
Salute mentale e supporto
Vivere all’intersezione di più identità marginalizzate comporta un carico di stress specifico. La ricerca documenta che le persone transgender che appartengono anche a una minoranza sessuale — come gli uomini trans gay — possono sperimentare quello che viene definito “stress da minoranza intersezionale”, derivante dalla discriminazione su più fronti.
Questo non significa che essere un uomo trans gay sia intrinsecamente fonte di sofferenza. Lo stress non proviene dall’identità in sé, ma dall’ambiente sociale che stigmatizza, discrimina e invisibilizza. I fattori protettivi identificati dalla ricerca includono il supporto sociale (avere una rete di persone che accettano e affermano la propria identità), il senso di appartenenza alla comunità, e l’accesso a professionisti della salute mentale competenti e affirmativi.
Le linee guida dell’APA (2015) raccomandano ai professionisti della salute mentale di riconoscere la diversità degli orientamenti sessuali nelle persone trans e di non fare assunzioni sulla sessualità basate sull’identità di genere [9]. Questo è un punto cruciale: un uomo trans che si rivolge a uno psicologo dovrebbe poter parlare della propria esperienza di uomo gay senza dover prima “giustificare” la combinazione delle due identità.
Risorse e comunità
Associazioni e servizi in Italia
- Infotrans.it — Portale dell’Istituto Superiore di Sanità e UNAR con informazioni, mappa dei servizi e associazioni [12]. Sito: infotrans.it
- MIT (Movimento Identità Trans) — Prima associazione italiana per i diritti delle persone trans. Sito: mit-italia.it
- Arcigay — Associazione nazionale con sezioni locali in tutta Italia
- Agedo — Supporto per famiglie e persone vicine a persone LGBTQ+
- Gay Help Line: 800 713 713 — Numero verde nazionale, attivo dal lunedì al sabato (16:00-20:00)
- Telefono Amico Italia: 02 2327 2327 — Attivo ogni giorno (9:00-00:00)
Comunità online
Le comunità online rappresentano una risorsa importante, specialmente per chi vive in aree con poche risorse locali. Gruppi su social media dedicati agli uomini trans italiani offrono spazi di confronto, condivisione di esperienze e supporto tra pari. Per molti uomini trans gay, queste comunità sono state il primo luogo dove hanno trovato conferma che la propria identità esiste e è valida.
Essere uomo trans e gay: una realtà, non una contraddizione
Essere un uomo trans e gay non è una contraddizione, un paradosso o un’eccezione. È una delle tante combinazioni possibili tra identità di genere e orientamento sessuale — combinazioni che la ricerca scientifica documenta ampiamente e che l’esperienza vissuta di migliaia di persone conferma quotidianamente [1].
La confusione nasce da un modello culturale che lega rigidamente il sesso assegnato alla nascita, l’identità di genere e l’orientamento sessuale in combinazioni “prevedibili”. Ma l’esperienza umana è più varia e più ricca di qualsiasi modello. Un uomo trans gay non ha bisogno di giustificare la propria esistenza: la scienza la documenta [9], le linee guida cliniche internazionali la riconoscono, e la comunità la celebra.
Se sei un uomo trans che sta esplorando la propria attrazione verso altri uomini, sappi che non sei solo. La tua identità è valida, la tua sessualità è tua, e ci sono comunità — online e offline, in Italia e nel mondo — pronte ad accoglierti. Se sei una persona cisgender che sta cercando di capire, il fatto stesso che tu stia leggendo questo articolo è un buon segno. La comprensione inizia dall’ascolto, e l’ascolto inizia dalla curiosità di chi vuole conoscere esperienze diverse dalla propria.