Festività e ricorrenze trans

Le persone trans hanno le proprie giornate, le proprie settimane di consapevolezza, i propri mesi di orgoglio. Non sono date scelte a caso: ognuna nasce da una storia precisa, spesso da un lutto, talvolta da un atto di ribellione, sempre dalla volontà di una comunità di non essere dimenticata. Conoscere queste ricorrenze significa comprendere la storia delle persone transgender — le battaglie combattute, le vite perdute e quelle celebrate.
Transgender Day of Remembrance (20 novembre)
L’omicidio di Rita Hester
Il Transgender Day of Remembrance (TDoR) è la più antica e solenne ricorrenza dedicata alle persone trans [1]. La sua origine è legata a un fatto di cronaca: il 28 novembre 1998, Rita Hester, una donna transgender afroamericana di 34 anni, fu uccisa nel suo appartamento ad Allston, un quartiere di Boston, nel Massachusetts [2]. Fu pugnalata più di venti volte. Il suo omicidio non fu mai risolto [3].
Il venerdì successivo, il 4 dicembre 1998, circa 250 persone si radunarono per una veglia a lume di candela in sua memoria [3]. Ma la morte di Rita Hester non era un caso isolato: si inseriva in un schema ricorrente di violenza letale contro le donne trans, in particolare quelle di colore, che i media e le istituzioni tendevano a ignorare o a raccontare usando il nome anagrafico e i pronomi sbagliati.
La nascita della ricorrenza
Nel 1998, l’attivista e scrittrice Gwendolyn Ann Smith fondò il progetto web “Remembering Our Dead”, un archivio che documentava gli omicidi di persone trans risalendo fino al 1970 [1]. Fu la constatazione che casi come quelli di Rita Hester e di Chanelle Pickett — un’altra donna trans nera uccisa a Watertown, Massachusetts, nel 1996 — venivano sistematicamente dimenticati a motivare Smith a creare uno spazio di memoria collettiva.
Il 20 novembre 1999, Smith organizzò la prima veglia del Transgender Day of Remembrance a San Francisco, stabilendo la data che sarebbe divenuta permanente [1]. La scelta del 20 novembre non corrisponde alla data della morte di Hester, ma al giorno in cui Smith volle fissare il momento del ricordo pubblico.
Come si celebra
Il TDoR si osserva con veglie a lume di candela in cui vengono letti i nomi delle persone trans uccise nell’anno precedente. La cerimonia è volutamente sobria: niente musica, niente discorsi politici — solo nomi, età, luoghi. I dati vengono raccolti dal Trans Murder Monitoring Project di TGEU (Transgender Europe), che ogni anno pubblica un rapporto globale.
I numeri restano allarmanti. Tra ottobre 2024 e settembre 2025, sono stati documentati almeno 281 omicidi di persone trans e gender-diverse nel mondo, portando il totale registrato dal 2008 a oltre 5.300 [12]. Il 90% delle vittime erano donne trans o persone transfemminili, e l’88% erano persone nere o di colore [12].
In Italia, il TDoR viene commemorato in numerose città con fiaccolate, veglie e letture pubbliche organizzate da associazioni come Arcigay, il MIT (Movimento Identità Trans) e i collettivi trans locali. A Torino, ogni 20 novembre si tiene una manifestazione in Piazza Castello; a Napoli e Roma, le commemorazioni si svolgono in luoghi simbolici legati alla violenza transfobica.
Transgender Day of Visibility (31 marzo)
Perché non bastava il TDoR
Per anni, l’unica ricorrenza trans di rilievo internazionale è stata il TDoR — una giornata di lutto. Rachel Crandall-Crocker, psicoterapeuta e direttrice esecutiva di Transgender Michigan, sentiva che mancava qualcosa: una giornata per le persone trans vive, per i loro successi, per la gioia [4]. Come dichiarò in un’intervista alla NPR nel 2024, era frustrata dal fatto che “l’unica giornata di riconoscimento per le persone trans fosse dedicata alla morte” [4].
La fondazione nel 2009
Nel 2009, Crandall-Crocker decise di agire. Scelse la data del 31 marzo — abbastanza distante sia dal Pride Month di giugno sia dal TDoR di novembre — e pubblicò un post su Facebook invitando le persone a organizzare eventi nelle proprie città [5]. Il primo anno, solo una manciata di città negli Stati Uniti aderì.
Ma Crandall-Crocker, insieme a sua moglie Susan Crocker, continuò a promuovere l’iniziativa, contattando attivisti e associazioni in tutto il mondo [4]. Anno dopo anno, il Transgender Day of Visibility (TDoV) crebbe fino a diventare un fenomeno globale, con raduni, feste, mostre e manifestazioni in centinaia di città.
Come si celebra
A differenza del TDoR, il TDoV è una giornata di celebrazione. Si organizzano eventi culturali, mostre d’arte, incontri pubblici, marce e manifestazioni che mettono al centro le esperienze positive delle persone trans. L’accento è sulla visibilità — non come esposizione forzata, ma come affermazione consapevole della propria esistenza e dei propri traguardi.
In Italia, il TDoV è sostenuto da Italia Trans Agenda, che ogni anno raccoglie e mappa gli eventi organizzati su tutto il territorio nazionale [13]. Tra le iniziative recenti: la mostra ARTIVISTE a Vicenza, che unisce arte e attivismo; eventi a Roma con attività tra arte, comunità e memoria; banchetti informativi a Perugia con installazioni che riscrivono articoli di giornale in un linguaggio rispettoso delle persone trans [13].
Transgender Awareness Week (13-19 novembre)
Una settimana di educazione
La Transgender Awareness Week (Settimana della Consapevolezza Transgender) si tiene ogni anno dal 13 al 19 novembre, nella settimana immediatamente precedente al TDoR [6]. Se il 20 novembre è dedicato al ricordo delle vittime, i sette giorni che lo precedono sono dedicati all’educazione e alla sensibilizzazione.
L’obiettivo della settimana è duplice: da un lato, informare il pubblico generale sulle esperienze e le sfide delle persone transgender e gender non-conforming; dall’altro, creare uno spazio di visibilità che non sia definito esclusivamente dalla violenza.
Come si celebra
GLAAD (Gay and Lesbian Alliance Against Defamation), una delle principali organizzazioni mediatiche LGBTQ+ negli Stati Uniti, coordina ogni anno risorse e iniziative per la Transgender Awareness Week, fornendo guide per i media, materiali educativi e campagne sui social media [7]. Associazioni, scuole, università e aziende organizzano panel, proiezioni cinematografiche, workshop e incontri con persone trans.
A San Francisco, dal 2018, l’allora sindaca London Breed e la direttrice dell’Office of Transgender Initiatives, Clair Farley, hanno esteso le celebrazioni all’intero mese di novembre, trasformandolo in un Transgender Awareness Month.
International Non-Binary People’s Day (14 luglio)
La scelta della data
L’International Non-Binary People’s Day è stato celebrato per la prima volta nel 2012, su iniziativa dell’attivista Katje van Loon [8]. La data del 14 luglio non è casuale: si trova esattamente a metà strada tra la Giornata Internazionale della Donna (8 marzo) e la Giornata Internazionale dell’Uomo (19 novembre) [8]. Questa collocazione simbolica rappresenta le identità non binarie come distinte dal binarismo di genere tradizionale.
Perché è importante
Le persone non binarie — quelle che non si riconoscono esclusivamente nelle categorie di uomo o donna — affrontano sfide specifiche legate alla mancanza di riconoscimento legale, all’assenza di pronomi adeguati in molte lingue e alla scarsa comprensione pubblica delle loro identità. La giornata del 14 luglio serve a rendere visibili queste esperienze e a promuovere la consapevolezza.
Alla giornata è associata anche la Non-Binary Awareness Week, la settimana che inizia il lunedì precedente al 14 luglio, durante la quale si moltiplicano eventi, campagne informative e iniziative sui social media dedicate alle identità non binarie.
Intersex Awareness Day (26 ottobre)
La protesta di Boston del 1996
L’Intersex Awareness Day non riguarda direttamente le persone trans, ma è strettamente connesso alla comunità trans e gender-diverse. La sua origine risale al 26 ottobre 1996, quando un gruppo di attivisti intersex tenne la prima manifestazione pubblica di persone intersex in Nord America, davanti alla sede della conferenza annuale dell’American Academy of Pediatrics a Boston [9][10].
Tra i manifestanti c’erano Morgan Holmes e Max Beck dell’Intersex Society of North America, affiancati da attivisti di Transsexual Menace, tra cui Riki Wilchins [10]. I dimostranti distribuirono volantini con la scritta “Keep Your Scalpels OFF Our Bodies” (Tenete i vostri bisturi lontani dai nostri corpi), denunciando gli interventi chirurgici genitali non consensuali praticati su neonati intersex.
L’istituzione ufficiale
Sebbene la protesta del 1996 avesse acceso il movimento, la giornata fu formalizzata solo nel 2004, quando le attiviste Betsy Driver ed Emi Koyama scelsero il 26 ottobre come data commemorativa permanente, in onore di quella prima manifestazione di Boston [10].
L’Intersex Awareness Day si concentra sui diritti umani delle persone intersex, in particolare il diritto all’integrità corporea e il diritto al consenso informato sugli interventi medici. La giornata è parte di una rete più ampia di ricorrenze intersex che include l’Intersex Day of Remembrance (8 novembre), dedicato alla memoria di Herculine Barbin, persona intersex francese del XIX secolo.
Pride Month (giugno)
Da Stonewall al Pride globale
Il Pride Month di giugno non è una ricorrenza esclusivamente trans, ma le persone trans ne sono parte integrante fin dalle origini. Nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1969, la polizia di New York fece irruzione nello Stonewall Inn, un bar gay di Christopher Street nel Greenwich Village [11]. Quella notte, invece di subire passivamente l’ennesimo raid, gli avventori reagirono. Le rivolte durarono sei giorni e segnarono la nascita del moderno movimento di liberazione LGBTQ+.
Tra le figure chiave delle rivolte ci furono due donne trans di colore: Marsha P. Johnson e Sylvia Rivera [11]. Johnson, la cui “P.” stava per “Pay It No Mind” (non farci caso), e Rivera, che aveva solo 17 anni, divennero simboli della resistenza queer. Nel 1970, insieme fondarono la STAR (Street Transvestite Action Revolutionaries), che aprì il primo rifugio per giovani trans senza fissa dimora a New York [11].
Il 28 giugno 1970, a un anno esatto dalle rivolte, si tenne la prima marcia del Pride, chiamata Christopher Street Liberation Day. Da allora, il mese di giugno è diventato il periodo delle celebrazioni del Pride in tutto il mondo, con cortei, festival e iniziative culturali che ricordano le origini della lotta e celebrano la diversità.
Il Pride in Italia: l’Onda Pride
In Italia, il Pride ha una sua struttura organizzativa specifica: l’Onda Pride, coordinata da Arcigay e da una rete di associazioni locali e nazionali [14]. Ogni anno, da aprile a settembre, si tengono decine di cortei in città grandi e piccole. Nel 2025, l’Onda Pride ha contato 46 cortei in tutta Italia, con il motto “Trans-formeremo il futuro” — un chiaro segnale della centralità delle istanze trans nel Pride italiano contemporaneo [14].
Il corteo inaugurale del 2025 si è tenuto a Sanremo, che per il quarto anno consecutivo ha aperto la stagione del Pride [14]. Tra le richieste principali della comunità: l’uguaglianza nel matrimonio, il sostegno alle persone trans e non binarie nei percorsi di affermazione di genere, l’adozione per tutte le famiglie arcobaleno e l’approvazione di una legge contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.
Accanto all’Onda Pride esistono anche iniziative indipendenti, come il Priot di Roma e i Trans Pride organizzati da collettivi transfemministi in diverse città, che pongono le esperienze trans, intersex e non binarie al centro della scena.
Calendario completo delle ricorrenze
Ecco un riepilogo delle principali giornate e settimane dedicate alle persone trans, non binarie e intersex:
- 31 marzo — Transgender Day of Visibility (TDoV)
- Giugno — Pride Month
- 14 luglio — International Non-Binary People’s Day
- Settimana del 14 luglio — Non-Binary Awareness Week
- 26 ottobre — Intersex Awareness Day
- 8 novembre — Intersex Day of Remembrance
- 13-19 novembre — Transgender Awareness Week
- 20 novembre — Transgender Day of Remembrance (TDoR)
Perché queste date contano
Potrebbe sembrare che il calendario sia già troppo affollato, che ci siano troppe giornate dedicate a troppi gruppi. Ma ogni data di questo elenco è nata da un bisogno reale: commemorare chi non c’è più, rendere visibile chi viene ignorato, educare chi non conosce, celebrare chi resiste.
Il TDoR esiste perché le persone trans vengono uccise e dimenticate. Il TDoV esiste perché una comunità non può essere definita solo dalle proprie vittime. La Transgender Awareness Week esiste perché l’ignoranza alimenta il pregiudizio. L’Intersex Awareness Day esiste perché bambini venivano — e in alcuni casi vengono ancora — sottoposti a interventi chirurgici senza il loro consenso. Il Non-Binary People’s Day esiste perché milioni di persone non si riconoscono nelle categorie di uomo e donna e meritano visibilità.
Partecipare a queste giornate, anche semplicemente informandosi, condividendo un articolo o partecipando a un evento locale, è un gesto concreto di alleanza. Le ricorrenze non sono solo date sul calendario: sono occasioni per ricordare, imparare e costruire una società più consapevole.